Prossimi bilanci con evidenza dei rischi d’impresa

La Direttiva 2014/95/UE e il D.Lgs. 254/2016 di suo recepimento prevedono un nuovo obbligo per i bilanci delle società di capitali, rappresentato dalla redazione di una relazione di carattere non finanziario che descriva i principali rischi significativi, generati o subiti, che derivino dalle attività aziendali. L’ambito dell’informativa è ampio e investe, ove siano rilevanti, i temi ambientali, sociali, il personale, il rispetto dei diritti umani, la lotta contro la corruzione attiva e passiva, considerate le caratteristiche dell’impresa e del suo settore di attività.

Tale innovata informativa echeggia il cosiddetto bilancio “integrato”, che è stato ideato nel 2013 da un gruppo di autorevoli studiosi, fondatori dell’ente no profit “International integrated reporting council (Iirc)”. La sua finalità è quella di illustrare come l’organizzazione crei valore nel tempo e come i portatori d’interesse possano trarne benefici. All’interno di questo documento devono essere presentate la “mission” e la “vision” dell’impresa, che esplicitano i principi e i valori sui quali si basa l’azienda e le modalità con le quali intende raggiungere gli obiettivi connessi a tale etica valoriale. L’Iirc prevede che il bilancio integrato si focalizzi sul concetto della creazione di valore, considerando sei forme di capitale rilevanti – finanziario, umano, naturale, sociale, infrastrutturale, intellettuale – evidenziando in forma sintetica le attività e i dati rappresentativi di un anno d’esercizio.

Il bilancio integrato è ancora poco conosciuto in Italia, seppure si stia diffondendo tra le aziende di maggiore dimensione e di più significativa presenza sul mercato. Auspicabilmente questa forma di report andrebbe adottata da tutte le grandi imprese, ma in prospettiva anche dalle medie e piccole realtà imprenditoriali.

La Direttiva 2014/95/UE esprime l’importanza della comunicazione di informazioni non finanziarie, al fine di accrescere la fiducia degli stakeholder, consumatori e investitori, individuando i rischi connessi all’attività d’impresa. La comunicazione dei rischi, in particolare, assolve a un impegno di responsabilità sociale: una rendicontazione chiara sui rischi aziendali consente di valutare gli impatti del business nel lungo termine; essa può pertanto stimolare il perfezionamento dei processi decisionali e di scambio informativo tra gli amministratori e i soci, finalizzato a migliorare il monitoraggio progressivo degli obiettivi di medio-lungo termine.

I nuovi obblighi informativi, previsti dal Dlgs 254/2016 a decorrere dall’esercizio avente inizio dal 1 gennaio 2017, potrebbe rappresentare uno stimolo verso questa direzione; e ciò non solo per rispondere a l’esigenza di conformarsi alla normativa, ma soprattutto per cogliere l’opportunità di rappresentare la propria responsabilità sociale e i principi etici dell’organizzazione aziendale.

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