Opportuno un advisor per l’equity crowdfunding
Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili ha inviato alla Consob un documento di proposte sulla modifica del regolamento relativo al crowdfunding, suggerendo fra l’altro che anche nella raccolta di capitali attraverso il sistema dell’equity crowdfunding sia necessario prevedere la figura di un advisor (attestatore), che sia in grado di valutare i rischi connessi all’offerta, al fine di favorire il più possibile investimenti consapevoli.
Tale iniziativa è maturata a seguito delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2017, che ha esteso a tutte le piccole e medie imprese la disciplina relativa alla particolare tipologia di raccolta fondi rappresentata appunto dall’equity crowdfunding, prima limitata solo a start-up e PMI innovative.
L’intervento dell’advisor potrebbe tradursi per le start-up in una valutazione di natura prospettica dell’operazione, con un giudizio sull’appropriatezza delle assunzioni alla base del business plan e sulla coerenza tra dette assunzioni e i dati economico-finanziari previsionali, come pure in una verifica dell’esistenza delle privative industriali dichiarate; per l’impresa già operativa, oltre alle valutazioni di natura prospettica, l’advisor dovrebbe valutare, tra l’altro, l’attendibilità dei dati storici dell’offerente, valutando il bilancio, l’esistenza dei presupposti per la continuità aziendale e la presenza di passività potenziali.
In sostanza, si tratterebbe di un ruolo di garanzia per il sottoscrittore, che non può che essere condivisibile ed auspicabile.

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