La tecnologia globalizzata insidia le professioni?
Quella del titolo può sembrare una domanda provocatoria ed inutilmente polemica, ma purtroppo non è così.
Negli Stati Uniti il fenomeno esiste già da vari anni: in ambito medico, un paziente che debba sottoporsi a radiografie, risonanze magnetiche, ecografie o altre analisi cliniche (anche non particolarmente specializzate…) può recarsi presso un centro clinico dove un tecnico sanitario gestisce materialmente l’esame; i risultati sono trasmessi, ad esempio, in India e vengono analizzati da un medico locale (…meno costoso rispetto ai colleghi americani) che redige un referto, una diagnosi, una prognosi ed una terapia; la prescrizione è inoltrata in tempo reale alla farmacia negli Stati Uniti e le medicine sono consegnate direttamente a casa del paziente… Ciò è possibile proprio in conseguenza della combinazione di tecnologia e globalizzazione (…ed è positivo per il paziente, che riceve un buon servizio a costi inferiori rispetto al passato); tuttavia, così facendo, negli Stati Uniti si elimina un posto di lavoro qualificato, quello del medico, mentre rimangono quelli a minor valore aggiunto, il tecnico sanitario e il fattorino di farmacia.
L’esempio non è purtroppo un caso isolato, bensì illustra una tendenza già in atto in vari settori professionali e in tutte le economie avanzate, che può avere conseguenze dirompenti sul mercato del lavoro professionale: negli ultimi decenni ci eravamo abituati a considerare globalizzazione e tecnologia come cause di perdita di posti di lavoro caratterizzati da salari medio-bassi e da livelli d’istruzione limitati; oggi la stessa combinazione tecnologia/globalizzazione insidia professioni con livelli di competenza elevati. Non si può negare che si tratti di una vera rivoluzione.
Quindi tecnologia e globalizzazione scuoteranno profondamente il mondo del lavoro professionale, anzi lo stanno già facendo. Macchine con crescente mobilità, percezione sensoriale, capacità cognitiva, elaborazione del linguaggio, insidieranno anche professioni di prestigio e di elevata caratura intellettuale. Rischiano la rottamazione medici, avvocati, manager e consulenti d’impresa (…come i commercialisti).

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