Per le imprese culturali e creative un apposito credito d’imposta

Ci fa piacere evidenziare un provvedimento agevolativo particolare, previsto dalla legge di bilancio 2018.

La manovra finanziaria di fine 2017 ha infatti  introdotto un nuovo credito d’imposta per le “imprese culturali e creative”, definite come le imprese o i soggetti che:

  • svolgano attività stabile e continuativa, con sede in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo;
  • siano soggetti passivi d’imposta in Italia;
  • abbiano quale oggetto sociale, in via esclusiva o prevalente, l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali (intesi quali beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati).

Con apposito decreto viene disciplinata la procedura per il riconoscimento della qualifica di impresa culturale e creativa, nonché la definizione di prodotti e servizi culturali e creativi.

Il credito d’imposta è pari al 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi, nel limite di spesa di 500.000 euro per l’anno 2018 e di un milione di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modelloF24.

C’è da salutare con estremo favore questa rinnovata attenzione del nostro legislatore alle attività culturali e creative.

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