La quarta rivoluzione industriale è già in atto…

In questi anni appare già in atto la “quarta rivoluzione industriale”, caratterizzata dalla digitalizzazione dei processi e dei prodotti, che impegna le imprese a ripensare a fondo le proprie strategie competitive, l’organizzazione, la formazione del lavoro e il ruolo delle politiche pubbliche.

Mentre in Italia sta sviluppandosi il programma Industria 4.0, già si parla di Industria 5.0, un’evoluzione della robotica che, avvalendosi dell’intelligenza artificiale e della crescente interconnessione tra macchine e oggetti, potrà generare processi di auto-apprendimento in simbiosi con l’uomo, con significativi effetti di incrementabile produttività del lavoro.

Nel nostro Paese si evidenziano almeno due ambiti di criticità rispetto a questi sviluppi.

Un primo aspetto riguarda gli strumenti previsti per favorire il trasferimento dalla ricerca scientifica all’innovazione industriale. Infatti, le metodologie previste dal programma Industria 4.0, rappresentate da una rete territoriale di Digital innovation hubs (Dih) appoggiata presso le rappresentanze territoriali di Confindustria e da una rete nazionale di “centri di competenza ad alta specializzazione” identificati a bando di gara fra tutte le Università e i centri non accademici di ricerca, si espongono a forti rischi, perché l’apparato sovrabbondante di regole formali si accompagna alla cronica scarsità di mezzi finanziari.

La seconda area critica è rappresentata dall’assenza di un adeguato disegno progettuale di estesi programmi di ricerca pre-competitiva, con cui le imprese (grandi, medie e piccole) e i centri di ricerca possano incontrarsi, coordinati da soggetti autorevoli, per condividere percorsi di esplorazione innovativa, a cui possano concorrere le tecnologie più avanzate: sensoristica, banda larga e ultralarga, nuovi materiali polimerici e ceramici, fotonica, microelettronica, bio-nano tecnologie.

Così si potenzierebbe veramente l’interconnessione tra imprese e istituzioni di ricerca, promuovendo le economie di scala derivanti dalla condivisione di informazioni.

Comments are closed