Leadership sì, ma condivisa è meglio

Qualsiasi tipo di organizzazione, per “funzionare” positivamente, ha bisogno di una leadership efficace ed efficiente.

Per leadership, in estrema sintesi ed in senso molto ampio, si intende una posizione di preminenza, con funzione di guida, di indirizzo, di motivazione.

La complessità e la mutevolezza degli attuali contesti sociali stanno sempre più obbligando le organizzazioni a riconsiderare e sostituire i classici approcci gerarchici (quelli sostanzialmente “a piramide”): nelle realtà organizzative più avanzate, soprattutto all’estero, si stanno infatti iniziando ad adottare modelli di leadership che tendono a distribuire le responsabilità a gruppi sempre più ampi di persone.

Pare delinearsi una tendenza verso il nuovo modello della cosiddetta “leadership condivisa”: si tratta di un modello organizzativo del quale la rappresentazione grafica è assimilabile ad un cerchio (o meglio, a più cerchi, sia concentrici sia a sezioni condivise) piuttosto che a una piramide.

In tale modello, le vecchie strutture rigide, con comunicazioni obbligate dagli step piramidali, vengono sostituite da entità più flessibili e gruppali, in cui la comunicazione fluisce più liberamente.

La leadership condivisa non è definibile tanto una struttura organizzativa, quanto piuttosto un nuovo approccio alla gestione, un nuovo “modo di essere” direzionale; in tale ottica, i vecchi leader hanno bisogno di evolvere il proprio stile dirigenziale per adottare una modalità di lavoro più collaborativa e di condivisione.

In questa nuova prospettiva, le organizzazioni che intendano adottare modelli di leadership condivisa dovranno avvalersi di persone con significative competenze; ciò richiede un ancor più attenta cura al profilo del gruppo a cui venga affidata la leadership e per conseguenza alle procedure di reclutamento e di sviluppo delle persone destinate ai ruoli di leadership.

La leadership condivisa obbliga a una gestione più agile, basandosi su ciò che si è in grado di apprendere di giorno in giorno, premiando implicitamente coloro che sanno adattarsi a stili di lavoro collaborativi e orientati all’apprendimento.

Questo cambiamento di paradigma nella leadership rientra nella più generale tendenza ad abbandonare le strutture maggiormente formalizzate, per dirigersi verso prassi organizzative più informali, in cui si  incoraggia a condividere con l’intera organizzazione ciò che si apprende.

C’è da sperare che anche in Italia, ed anche nelle PMI, in tempi brevi ci si orienti verso la leadership condivisa.

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