Necessità di una nuova normalità
Andare verso il ripristino di una normalità, sperabilmente nel più prossimo futuro, superando la pandemia, non sarà come tornare in un luogo come lo ricordavamo.
La nuova normalità non sarà, purtroppo, una realtà in cui tutto potrà essere vissuto come prima.
Gli ambiti di relazione e di attività che il Covid ha destrutturato andranno necessariamente rinnovati.
Dovremo ripensare l’utilizzo delle nuove tecnologie, assicurando comunque la domanda di sicurezza (purtroppo incrementata dalla pandemia) e garantendo i diritti e la partecipazione sociale.
Il futuro ha bisogno di nuove soluzioni, in grado di combinare in modo congruente la fiducia e la consapevolezza con la condivisione di dati e l’automazione.
Prendiamo ad esempio il turismo, settore basilare per il nostro Paese.
L’Italia avrebbe tutta la convenienza ad investire nello sviluppo e nell’applicazione delle “best practices”, sia nelle strutture di soggiorno recettivo, sia nella mobilità, derivate appunto dall’attenzione ai protocolli di contenimento dell’evento pandemico.
Servirebbe, alla base, la presa di consapevolezza che una significativa spinta allo sviluppo in tale direzione, più che un costo, rappresenta un investimento, con potenziali ampie ricadute positive.
Attivarsi prima e meglio degli altri costituirebbe un sostanziale vantaggio competitivo e rappresenterebbe anche un rilevante stimolo all’innovazione, facendo naturalmente leva sull’utilizzo del capitale umano costituito dalle giovani generazioni, oltre che significare un’adeguata attenzione alla promozione della salute pubblica.
Senza un rilancio di questo tipo, rischierebbe di permanere solo l’eredità negativa della pandemia, che per l’Italia potrebbe divenire, a causa dei suoi squilibri strutturali e delle sue fragilità, un ulteriore carico troppo gravoso.
Viviamo un momento di grande difficoltà, come segnalano anche le previsioni sull’andamento del prodotto interno lordo, in un Paese già caratterizzato dal valore preoccupante dell’indicatore cruciale per un solido sviluppo: il debito pubblico.
Debito pubblico destinato purtroppo a peggiorare fortemente, con il perdurare dell’impatto della crisi sanitaria.
Questa crisi, tuttavia, paradossalmente, potrebbe rappresentare uno shock utile a riorientare in positivo la direzione verso il futuro.
Dovremmo pensare questa crisi come possibile potenziale discontinuità, che consenta di far sentire al Paese la consapevolezza della necessità di superare limiti di sviluppo e resistenze culturali del passato, per iniziare una fase nuova.
Per essere all’altezza dei tempi e della sfida servirebbero misure di aiuto eccezionali per le imprese; misure che però si combinino adeguatamente con un rilancio in direzione coerente con i processi più avanzati, soprattutto quelli che combinino innovazione tecnologica, valorizzazione del capitale umano e sostenibilità.

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