A quando la robotic process automation negli Studi professionali?
La robotic process automation (RPA) – di cui abbiamo già parlato in questo blog poco tempo fa – è una tecnologia che negli Studi professionali, unita all’intelligenza artificiale, potrebbe offrire un supporto sostanziale al fine di ridurre il tempo da dedicare alle mansioni ripetitive e a basso valore aggiunto, come ad esempio la contabilità e le attività di inserimento dati.
La robotic process automation è appunto la tecnologia che cerca di sostituirsi all’essere umano nei lavori ripetitivi.
Nel caso degli Studi professionali ciò dovrebbe sostanziarsi nel delegare alla robotic process automation la gestione sia del software gestionale sia dei software “di supporto” (ad esempio: e-mail, storage data, ecc.), con l’obiettivo appunto di automatizzare i processi di inserimento dati.
Si possono individuare a grandi linee due tipologie di RPA.
La prima, meno costosa, risulterebbe adattabile ai software moderni in cloud, predisposti per interagire con i robot.
La seconda, più costosa ma più versatile, apparirebbe capace di controllare e di automatizzare processi che includano l’uso di software “datato”, rispetto al quale non sia stata già prevista un’integrazione.
L’ideale sarebbe che i software gestionali fossero già predisposti per comunicare con la RPA, perché questo potrebbe abbassare i costi di acquisizione e di esercizio.
Ad oggi, in particolare in Italia, la RPA integrata nel gestionale è un obiettivo ancora da raggiungere; inoltre, negli Studi professionali italiani la RPA è ancora pressoché inesistente.
La domanda che vale la pena porsi è questa: quando la RPA può essere considerata conveniente per uno Studio professionale?
Al momento, le dimensioni rispetto alle quali sembra necessario interrogarsi, al fine di poter valutare la tecnologia RPA come economicamente conveniente, sono tre:
- il volume di attività ripetitive e a basso valore aggiunto svolte nello Studio,
- la presenza o meno di opportunità di business e di crescita, che sembrino ostacolate o rallentate da mansioni ripetitive e a basso valore aggiunto,
- la percezione dell’eventuale rischio di perdere clientela a causa di errori umani in mansioni ripetitive e a basso valore aggiunto.
In funzione di questi tre fattori, ogni Studio potrebbe determinare un valore economico e una propensione all’investimento, tenendo comunque presente che la tecnologia RPA risulterà una scelta obbligata, se non nell’immediato già nel breve-medio termine.

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