Flat tax

TASSAZIONE FORFETTARIA PER GLI STRANIERI CHE TRASFERISCANO LA RESIDENZA IN ITALIA

Al fine di attrarre capitali dall’estero, la Legge di Bilancio 2017 ha previsto, per gli stranieri che trasferiscano la residenza fiscale in Italia, una tassazione forfettaria (flat tax = tassa piatta), limitatamente ai redditi esteri, con l’applicazione di un’imposta sostitutiva fissa di 100.000 euro, a cui devono essere aggiunti 25.000 euro per ogni componente del nucleo familiare.

La disposizione era passata quasi inosservata al momento dell’emanazione della Legge, ma il recente provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, che ne disciplina concretamente il funzionamento, ha già attirato sulla norma molta attenzione, notevoli polemiche ed eccezioni di incostituzionalità.

Potranno usufruire della tassazione forfettaria gli stranieri che negli ultimi 10 anni abbiano avuto per almeno 9 anni la residenza fiscale all’estero. Una volta esercitata, l’opzione per la flat tax dura 15 anni e cessa in caso di omesso o parziale versamento di tale imposta sostitutiva.

Dall’imposta sostitutiva forfettaria sono comunque escluse le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di partecipazioni societarie qualificate, realizzate nei primi 5 anni dall’esercizio dell’opzione per l’imposizione sostitutiva.

L’esercizio dell’opzione per la flat tax, inoltre, consente di ottenere l’esonero dal pagamento delle imposte patrimoniali sui beni posseduti all’estero (IVIE e IVAFE) e dall’assolvimento del monitoraggio fiscale.

Senza entrare in questa sede nel merito della condivisibilità etica e della legittimità costituzionale della flat tax, si tratta di un provvedimento che potrà assai probabilmente attrarre significativi investitori dall’estero.

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