Split payment Iva esteso

La cosiddetta “manovra correttiva” contiene norme innovative che riguardano, fra l’altro, la notevole estensione del meccanismo della “scissione dei pagamenti” (o “split payment”) ai fini della riscossione  dell’IVA.

Siccome lo “split payment” si è mostrato valido strumento di contrasto all’evasione (più di 2 miliardi di euro recuperati su base annua, secondo stime), il Governo ha deciso di ampliarne l’ambito applicativo.

Il meccanismo operativo dello split payment prevede che l’IVA, gravante su una cessione di beni o su una prestazione di servizi, applicata dal fornitore all’atto dell’emissione della fattura di vendita, sia versata all’Erario direttamente dal cessionario o committente dell’operazione. Nella sostanza, l’acquirente “trattiene” l’IVA, limitandosi a corrispondere alla controparte il solo corrispettivo.

Rispetto ai “destinatari” delle operazioni, ci si riferisce adesso alla generalità delle Pubbliche Amministrazioni. Inoltre, “destinatari” vengono adesso considerati anche:

  • le società controllate  direttamente dalla Presidenza del Consiglio e dai Ministeri, sia mediante controllo “di diritto” ai sensi dell’art. 2359 c. 1 n. 1 C.C. (possesso del 50% + 1 delle azioni o quote), sia mediante controllo “di fatto” ai sensi dell’art. 2359 c. 1 n. 2 C.C. (esercizio di un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria della controllata);
  • le società controllate direttamente da Regioni, Province e Comuni, solo mediante controllo “di  diritto”  ai sensi dell’art. 2359 1 n. 1 C.C.;
  • le società  controllate  direttamente  o  indirettamente  ai sensi dell’art. 2359 c. 1 n. 1 C.C., da parte delle società suddette;
  • le società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana.

Le novità in materia di “split payment” si rendono applicabili alle operazioni per le quali verrà emessa fattura a partire dal prossimo 1 luglio 2017.

Per i fornitori sarà sufficiente indicare sulla fattura (anche in formato elettronico) la dicitura “scissione dei pagamenti”, continuando a mostrare l’esposizione dell’IVA, ma senza computarla nelle liquidazioni periodiche.

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