Agevolazioni alle donazioni per i restauri di immobili di interesse culturale e pubblico

Le erogazioni liberali effettuate in favore di enti no profit da persone fisiche e giuridiche, per sostenere lavori di restauro e risanamento conservativo di immobili che costituiscano beni con valenza culturale, godono della detraibilità e della deducibilità tributaria.

Per le persone fisiche la detrazione è pari al 19% dell’importo erogato, mentre per le imprese e gli enti è ammessa in deduzione l’intera somma donata.

Le documentazioni per ottenere l’agevolazione fiscale sono soggette al controllo della Soprintendenza ai Beni Culturali, a cui si deve rivolgere sia il donatore (che deve presentare un’istanza per fruire delle agevolazioni), sia l’ente beneficiario (che deve richiedere l’approvazione del progetto).

Inoltre, le disposizioni di agevolazione tributaria finalizzate al recupero di immobili con valore culturale e storico e di immobili pubblici, sono state recentemente incrementate con nuove normative incentivanti, come l’“art bonus” e il “social bonus”.

L’“art bonus” ha istituito un credito d’imposta, pari al 65% degli importi erogati per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici, nei limiti del 15% del reddito imponibile di persone fisiche ed enti non commerciali o del 5 per mille dei ricavi di società ed enti commerciali.

Dal 1 gennaio 2018, entrerà in vigore anche il “social bonus”, che prevede un credito d’imposta fino al 65% per le erogazioni liberali in denaro destinate al recupero di immobili pubblici inutilizzati e di beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata e assegnati ad enti del terzo settore. Il beneficio riguarderà Onlus, associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato, a condizione che l’immobile sia destinato in via esclusiva ad attività di interesse generale di natura non commerciale.

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