Adempimento collaborativo (“Cooperative compliance”) da estendere alle PMI

Il regime della cosiddetta “cooperative compliance” (adempimento collaborativo), previsto per le imprese di grandi dimensioni, è ispirato alla collaborazione preventiva tra Stato e contribuente e alla gestione anticipata del rischio tributario.

I programmi di “cooperative compliance” sono sistemi basati su accordi in cui le parti si impegnano a una reciproca buona condotta e trasparenza.

Mediante tale regime, volontario e opzionale, le imprese di grandi dimensioni possono impostare con l’Agenzia delle Entrate un confronto costante e continuativo per prevenire il contenzioso in materia tributaria, prima della presentazione delle dichiarazioni fiscali.

Inoltre, l’istituto dell’adempimento collaborativo appare particolarmente appetibile come strumento di accordo preventivo per nuovi investimenti produttivi di significativa rilevanza.

L’adesione all’istituto dell’adempimento collaborativo comporta la riduzione delle sanzioni amministrative alla metà,  ove l’Agenzia non condivida la posizione dell’impresa in relazione ai rischi di natura tributaria, se comunicati in modo esauriente e tempestivo.

La riscossione delle sanzioni è comunque sospesa fino alla definitività dell’accertamento e chi aderisca al regime non deve prestare garanzia per il pagamento dei rimborsi delle imposte, sia dirette che indirette.

Inoltre, i soggetti che aderiscono hanno la possibilità di accedere a una procedura abbreviata di interpello preventivo, di qualsiasi tipo, in cui la verifica dell’idoneità della domanda presentata viene effettuata entro 15 giorni dal ricevimento, mentre la risposta viene fornita entro 45 giorni, anche in caso di accessi nelle sedi dei contribuenti.

Ciò palesa come il regime della “cooperative compliance” sia attraente in particolare per le imprese che abbiano un programma significativo e stabile di investimenti.

L’adesione al regime di adempimento collaborativo, che mira a conseguire la “certezza fiscale” sulle scelte dell’impresa, va opportunamente inquadrata in una prospettiva di cultura aziendale virtuosa, che promuove la consapevolezza, a tutti i livelli aziendali, dei valori di trasparenza, onestà, correttezza e rispetto delle regole. In questi termini, la “cooperative compliance” è anche espressione dei valori a cui l’impresa si ispira e costituisce un asset reputazionale nei confronti del mercato.

Un altro profilo di grande interesse è dato dalla previsione che, per tutte le operazioni, anche di natura straordinaria, l’impresa e l’ufficio possono addivenire a una comune valutazione che sarà formalizzata in un documento denominato «accordo di adempimento collaborativo», che recepirà in modo vincolante la soluzione condivisa tra le parti.
Tale modello di relazione tra impresa e Agenzia sarà improntato sulla centralità del controllo preventivo, sulla non reiterazione dei controlli su fattispecie già affrontate e risolte nel corso delle interlocuzioni preventive e sulla garanzia dell’interfaccia unica per i contribuenti in “cooperative compliance”: si prospetta, in tal modo, un vero e proprio “sportello unico” fiscale, che risponde a esigenze di efficacia, efficienza e economicità dell’azione amministrativa.

Tale prospettiva è appena agli esordi ma se, dopo il periodo di prima applicazione, si riuscirà a semplificarla e a diffonderla gradualmente a un ambito di imprese sempre più ampio, fino alle PMI, non potrà che contribuire a migliorare le condizioni di attrattività per gli investimenti nel territorio italiano e, in definitiva, a sostenere l’auspicato recupero di competitività.

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