Apprendere dall’esperienza del Covid: l’indispensabilità di sapersi adattare
A causa della pandemia da Covid-19 stiamo purtroppo vivendo un momento di intensi obbligati cambiamenti.
La necessità di doverli gestire è ineludibile, non solo quale mero elemento di sopravvivenza.
Charles Darwin, nella sua teoria dell’evoluzione delle specie,enunciò che a sopravvivere non è il più forte o il più intelligente, ma il meglio predisposto al cambiamento, il più adattabile, il più resiliente.
Questo è vero non soltanto per le specie vegetali ed animali (compreso l’essere umano), ma anche per le imprese e per le organizzazioni in senso lato, compresi gli Stati.
Per tale motivo, per dirla con l’economista statunitense Philip Kotler, «l’unico vantaggio competitivo sostenibile è la capacità di apprendere e di imparare più rapidamente degli altri».
A causa della pandemia stanno cambiando rapidamente, fra le altre cose, l’organizzazione del lavoro, le modalità di relazione interpersonale, le abitudini di acquisto, le relazioni commerciali; inoltre, la diffusione della tecnologia, nei più vari ambiti, ha subìto una forte accelerazione.
La marea montante del cambiamento rischia di essere travolgente e il riuscire ad assecondarla per coglierne le opportunità è arduo, ma non impossibile.
La strategia per tentare di volgere il cambiamento verso direzioni progressive è quella di impegnarsi a comprendere in profondità le ragioni del cambiamento stesso e a trasformarle in risorsa, per costruire nuovi e più stabili equilibri dinamici, tenendo in debito conto le vulnerabilità di quelli precedenti.
Questo è il significato dell’apprendere e dell’adattarsi, per cogliere le opportunità nelle crisi.
Per le imprese ciò può significare l’adattamento del modello di iniziativa economica, privilegiando l’innovazione e la riduzione delle fragilità delle filiere produttive, accorciandole per avvicinarle ai mercati di vendita.
Un altro aspetto significativo può essere individuato nella possibilità di beneficiare dell’attualmente obbligato utilizzo di smart working ed educazione a distanza, per tendere a migliorare strutturalmente l’organizzazione del lavoro, i metodi di insegnamento, in via generale la qualità di vita.
Ulteriore profilo non secondario, inoltre, è prendere davvero consapevolezza della significativa riduzione dell’inquinamento seguita al lockdown dovuto al virus, per ripensare veramente e in tempi brevissimi i sistemi di produzione e di trasporto.
Duttilità ed eclettismo, capacità di apprendere e di adattarsi, per trasformare le crisi in opportunità, sono le qualità che potranno determinare la sopravvivenza – e nel più lungo periodo il successo – di imprese ed organizzazioni, di distretti e territori.

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