Fonti energetiche rinnovabili: vantaggi per l’ambiente, ma anche per l’economia…
Le “transizioni energetiche” sono sempre state un fenomeno significativo nella storia dell’umanità: il passaggio dal legno al carbone, e più tardi al petrolio, al gas e al nucleare, sono fra gli ultimi esempi di transizioni energetiche. Sono state tutte determinate dall’innovazione e dal progresso tecnologico, sono state lente ma inarrestabili, e il loro impatto sulla società, sull’ambiente e sull’economia è stato profondo.
Si assiste oggi a una nuova transizione energetica verso le fonti rinnovabili, che si sta rivelando più rapida e dirompente di quelle precedenti. Il paradigma energetico convenzionale, basato sulla produzione di energia da fonti fossili, non è più sostenibile: non solo per ragioni ambientali, ma anche economiche.
Da un punto di vista politico, l’Accordo di Parigi sul clima ha rappresentato un importante passo avanti nella lotta contro il cambiamento climatico, ma malgrado gli impegni assunti dai governi, le politiche già messe in campo non bastano: gli sforzi di affrancamento dai combustibili fossili necessitano di essere intensificate, dai trasporti alla produzione di energia elettrica.
Vi sono segnali positivi. Nonostante il ritiro degli Usa dall’Accordo di Parigi, il sostegno di altri Paesi resta confermato, con ulteriori impegni da parte di grandi aziende e città a ridurre le emissioni di gas serra, a prescindere dalle decisioni dei rispettivi governi. In molti Paesi – come Germania e Italia, tra i primi a promuovere le energie pulite – il consumo di elettricità è interamente coperto da fonti rinnovabili per diversi giorni all’anno. Molte città hanno annunciato la messa al bando dei motori diesel per limitare l’inquinamento atmosferico, mentre l’industria automobilistica sta puntando sempre più sulla mobilità elettrica.
Nel 2017 l’industria delle energie rinnovabili ha attratto investimenti per 300 miliardi di dollari, dando lavoro a quasi 10 milioni di persone nel 2016 a livello mondiale. Sull’onda del crescente interesse degli investitori per la finanza sostenibile, l’emissione annua di “obbligazioni verdi” è passata dai 3 miliardi di dollari del 2011 agli oltre 160 miliardi del 2017 , con un aumento di oltre il 60% solo tra il 2016 e il 2017.
Questi segnali indicano in modo tangibile la trasformazione in corso, che trae impulso soprattutto da sei grandi dinamiche:
- urbanizzazione,
- affrancamento dai combustibili fossili,
- elettrificazione dei consumi energetici finali,
- crescita globale della domanda di elettricità,
- digitalizzazione,
- centralità del consumatore.
Da un lato, con la generazione decentrata di energia, i consumatori divengono a loro volta produttori di elettricità; dall’altro, le tecnologie di accumulo, la gestione della domanda e i contatori intelligenti consentono di erogare servizi ad alto valore aggiunto attraverso la rete elettrica.
Il World Energy Outlook della International Energy Agency prevede che entro il 2040 oltre il 60% dell’elettricità sarà generata da fonti rinnovabili e che metà di tale quota sarà coperta da fotovoltaico ed eolico.
C’è davvero da sperare, sia per l’ambiente che per l’economia, che questa previsione risulti veridica…

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