In via di attivazione l’elenco degli “innovation manager” per i voucher consulenze 4.0

È stata attivata la procedura per l’accesso ai voucher per le imprese, per fruire dei servizi di un innovation manager, ai sensi del Decreto Mise (Ministero dello Sviluppo Economico) del 7 maggio 2019, finalizzati ad attivare tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale “Impresa 4.0” o ad adeguare i propri assetti gestionali e organizzativi, anche per strutturarsi in modo da avere libero accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Il Decreto Direttoriale Mise del 13 giugno u.s. ha, infatti, disciplinato i criteri di iscrizione nell’elenco Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) dei professionisti nonché delle società di consulenza che si possono candidare all’esecuzione dei predetti servizi agevolati.

I servizi agevolati riguardano l’implementazione di tecnologie abilitanti ai sensi del Piano nazionale “Impresa 4.0” e/o il riassetto gestionale e organizzativo dell’impresa, anche per strutturarsi in modo da avere libero accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Il Ministero mette a disposizione per tali finalità 75 milioni di euro, di cui possono avvalersi micro, piccole e medie imprese che non operino nei settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento Ue 1407/2013 “De minimis” (Pesca e Acquacoltura) e che abbiano almeno un’unità operativa sul territorio nazionale iscritta al Registro imprese.

Le reti d’impresa, costituite da almeno tre Pmi in possesso dei suindicati requisiti, possono richiedere l’agevolazione purché la Rete sostanzi una collaborazione concreta e duratura.

Sono escluse le imprese colpite da sanzioni interdittive irrogate ai sensi della normativa dettata dal D.Lgs. 231/2001 o che non risultino in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

Ugualmente escluse sono le imprese sottoposte a procedure concorsuali, in fallimento, in liquidazione anche volontaria, in amministrazione controllata, in concordato preventivo o in analoga condizione, ma anche quelle che abbiano ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato aiuti oggetto di recupero da parte della Commissione europea.

I servizi resi dall’innovation manager sono quelli di carattere specialistico resi nel contesto di un contratto di consulenza di durata pari almeno a nove mesi.

Per consulenza specialistica si intende quella prestata da un soggetto qualificato e indipendente iscritto nell’apposito elenco ministeriale o da una società iscritta nello stesso elenco, indipendente rispetto all’impresa o alla rete che ne fruisce.

L’oggetto della consulenza dovrà essere ben determinato, concentrandosi sui processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle Reti ai sensi del Piano nazionale impresa 4.0.

Si tratta, in particolare, delle seguenti tematiche:

• big data e analisi dei dati;

• cloud, fog e quantum computing;

• cyber security;

• integrazione delle tecnologie della Next production revolution (Npr) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;

• simulazione e sistemi cyber-fisici;

• prototipazione rapida;

• sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);

• robotica avanzata e collaborativa;

• interfaccia uomo-macchina;

• manifattura additiva e stampa tridimensionale;

• internet delle cose e delle macchine;

• integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;

• programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (“branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;

• programmi di open innovation.

La consulenza può anche essere finalizzata all’aggiornamento dei processi aziendali con particolare riguardo a:

• applicazione di nuovi metodi organizzativi nelle pratiche commerciali, nelle strategie di gestione aziendale, nell’organizzazione del luogo di lavoro, a condizione che comportino un significativo processo di innovazione organizzativa dell’impresa;

• avvio di percorsi finalizzati alla quotazione su mercati regolamentati o non regolamentati, alla partecipazione al programma Elite, all’apertura del capitale di rischio a investitori indipendenti specializzati nel private equity o nel venture capital, all’utilizzo dei nuovi strumenti di finanza alternativa e digitale quali, a titolo esemplificativo, l’equity crowdfunding, l’invoice financing, l’emissione di minibond.

Per i contratti sottoscritti con il manager o la società qualificata, è possibile avere accesso alle seguenti agevolazioni, differenziate per dimensione d’impresa:

• micro e piccole imprese: bonus del 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 40 mila euro;

• medie imprese: bonus del 30% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 25 mila euro;

• reti di imprese: bonus del 50% dei costi sostenuti fino ad un massimo di 80 mila euro.

Al momento non è ancora noto il termine di avvio della procedura di richiesta del contributo, di cui si occuperà uno specifico provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese.

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