L’IAG (Intelligenza Artificiale Generativa) rischia di mettere in pericolo il genere umano
Un migliaio di manager del mondo tecnologico, personaggi primari della Silicon Valley come Elon Musk e il co-fondatore di Apple, Steve Wozniak, ha firmato pochi giorni fa una lettera aperta, pubblicata dal “Future of Life Institute” (Organizzazione Internazionale senza scopo di lucro che si impegna per ridurre i rischi catastrofici ed esistenziali globali che l’umanità deve affrontare); lettera aperta che sottolinea molte gravi preoccupazioni, per fermare la corsa all’Intelligenza Artificiale Generativa.
Nella missiva pubblicata si legge testualmente: «Chiediamo a tutti i laboratori di intelligenza artificiale di fermarsi immediatamente per almeno sei mesi nell’addestrare i sistemi di IA più potenti come GPT-4. La pausa dovrebbe essere pubblica, verificabile e includere tutti. Se non sarà attuata rapidamente, i governi dovrebbero intervenire e istituire una moratoria».
Un allarme molto grave, in un momento storico nel quale i progressi legati all’intelligenza artificiale si stanno già manifestando nella loro potenza e pericolosità.
«I sistemi di intelligenza artificiale possono comportare gravi rischi per la società e l’umanità», scrivono nella lettera Musk e gli altri, riportando alla memoria film di fantascienza che evidentemente si sono avvicinati in modo terribile alla realtà (tornano alla mente, ad esempio, le saghe di “Matrix” e di “Terminator”, o i film “Ex Machina”, “Saturno 3”, fino al cult “2001 Odissea nello spazio”).
Il punto centrale per i firmatari della lettera è la mancanza di regole sullo sviluppo di questa tecnologia.
Un vuoto normativo che «rischia di scatenare effetti devastanti, perché potrebbe portare a perdere il controllo della nostra civiltà».
Nella lettera aperta, i firmatari ricordano i Principi di Asilomar per l’intelligenza artificiale, secondo i quali «l’IA avanzata potrebbe rappresentare un cambiamento profondo nella storia della vita sulla Terra e dovrebbe essere pianificata e gestita con cura e risorse adeguate. Sfortunatamente, questo livello di pianificazione e gestione non sta avvenendo».
Per i firmatari «i laboratori di IA si sono impegnati in una corsa fuori controllo per sviluppare e impiegare menti digitali sempre più potenti che nessuno – nemmeno i loro creatori – è in grado di comprendere, prevedere o controllare in modo affidabile».
Nel frattempo, tuttavia, pare che molte grandi imprese mondiali di software e tecnologie avanzate abbiano licenziato vari componenti dei propri team dedicati all’etica per l’intelligenza artificiale.
La contraddizione parrebbe evidente…
Secondo Musk e gli altri, «i sistemi di intelligenza artificiale contemporanei stanno diventando competitivi con gli esseri umani in compiti generali» e allora « dobbiamo chiederci …: dobbiamo lasciare che le macchine inondino i nostri canali di informazione con propaganda e falsità? Dovremmo automatizzare tutti i lavori, compresi quelli più soddisfacenti? Dovremmo sviluppare menti non umane che alla fine potrebbero superarci di numero, essere più intelligenti e sostituirci? Dobbiamo rischiare di perdere il controllo della nostra civiltà?».
Interrogativi e contraddizioni che pesano come montagne e che devono spingere, senza indugi, verso un esame di coscienza collettivo sul progresso potenziale e su quello opportuno.

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