Produttività: un’analisi di efficienza che parla del sistema economico italiano
Una recente ricerca della Banca d’Italia ha analizzato il sistema delle imprese nazionali dal punto di vista della produttività, evidenziando che le misure di efficienza sono fortemente correlate fra loro e che è possibile utilizzarle per identificare alcune caratteristiche del nostro Paese.
La principale caratteristica che emerge è l’eterogeneità della produttività tra settori e tra imprese all’interno dei vari settori.
Il dato aggregato si compone del risultato positivo del settore manifatturiero e di quello invece stagnante del settore dei servizi.
L’efficienza del settore manifatturiero ha accelerato negli anni della crisi, riflettendo la capacità di risposta delle nostre imprese all’aumento della concorrenza e al peggioramento delle condizioni di mercato.
Gran parte dell’accelerazione della produttività è spiegata da quella che gli economisti definiscono “efficienza allocativa”: una redistribuzione delle quote di mercato a favore delle imprese più produttive e l’uscita delle imprese meno efficienti, che si è riflesso, negli anni della crisi, in un rapido aumento della disoccupazione.
Indipendentemente dalla crisi, si evidenzia una differenza molto marcata tra il livello di produttività delle piccole imprese (che sono la maggioranza) rispetto alle medio-grandi, a netto vantaggio delle seconde.
La produttività delle imprese più efficienti sta aumentando a un tasso molto più rapido di quello delle imprese con bassa produttività; ciò conduce verso un sistema produttivo fatto sempre più di aziende che innovano, esportano, usano il digitale e adottano modelli di governance allineati alle migliori pratiche internazionali, pur ponendo rischi di problemi sociali seri in questa fase di transizione.
Queste dinamiche sollevano pertanto serie questioni di politica economica: appare necessario offrire maggiore supporto alla ricerca, mettere a punto regole più flessibili sul mercato del lavoro, disporre investimenti in capitale umano, alleggerire il carico burocratico, predisporre un trattamento fiscale favorevole alla capitalizzazione delle imprese; inoltre, è indispensabile investire in politiche attive del lavoro, per favorire la transizione dei disoccupati verso nuove occupazioni, ove non si voglia andare incontro a significativi rischi di instabilità sociale.
La produttività, pertanto, anche in Italia evidenzia che i sistemi produttivi stanno cambiando e che la nostra manifattura sta adattandosi, pur con evidenti difficoltà soprattutto per le realtà di piccole dimensioni, a condizioni di contesto difficili e complesse; tuttavia, appare necessario uscire rapidamente dal ristagno dei servizi, perché questi sono sempre più integrati alla manifattura.

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