I professionisti vengono già scelti con le app

Sono ormai centinaia le piattaforme informatiche che consentono di trovare e usufruire di professionisti via internet.

È possibile acquistare un progetto per la ristrutturazione di un appartamento limitandosi a lanciare un «contest» su una piattaforma online, che permetterà di ricevere decine di idee di architetti e ingegneri, pagando solo quelle considerate valide. Ugualmente, è agevole ottenere online una consulenza legale rapida in caso di incidente stradale o di infortunio sul lavoro. Lo stesso dicasi per prestazioni riservate a commercialisti, geologi e molte altre professioni.

Così, mentre il mondo delle libere professioni prosegue la sua battaglia per l’equo compenso, esiste un universo virtuale nel quale, spesso, le garanzie per le partite Iva sono ridotte al minimo (o vengono addirittura azzerate…), perché le prestazioni sono pagate poco (a volte nulla) e perché è difficile distinguere tra chi ha i legittimi titoli per svolgere una professione in base alla legge e chi, invece, esercita attività che non potrebbe svolgere.

Utilizzando un qualsiasi motore di ricerca, si scopre che il fenomeno è vastissimo e fa parte di un mercato – quello dei servizi online – caratterizzato molto spesso da pratiche commerciali decisamente aggressive.

Inutile dire che questo fenomeno necessiterebbe di una opportuna regolamentazione, a tutela dei professionisti che ne hanno diritto.

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